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 MMKit Forums » » Web marketing e promozione siti » » Come emettere una prestazione occasionale senza partita IVA??
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(Moderato da: Lightmysite, Lucas)  
AutoreTopic: Come emettere una prestazione occasionale senza partita IVA??
wolandit Uomo
Osservatore


Con noi da: 12-10-2006
Posts: 1
Da:

 Inviato il: 12-10-2006 10:13   
Buongiorno,

vorrei capire come fare, a livello fiscale, per esercitare un'attività di assistenza informatica a domicilio, a favore perlopiù di privati, senza aprire partita Iva.
Che tipo di ricevuta emettere? Chi paga la ritenuta?
Posso farmi pubblicità? (volantini etc?)


Grazie



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fwmserver Uomo
Osservatore


Con noi da: 13-10-2006
Posts: 2
Da:

 Inviato il: 14-10-2006 15:01   
ragazzi, siccome mi hanno detto che è variato qualcosa nel 2006, confermate il tutto scritto nei primi topic?



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ritacra Donna
Osservatore


Con noi da: 17-10-2006
Posts: 1
Da:

 Inviato il: 17-10-2006 18:02   
Desideravo sapere come mi devo regolare per servizi di interpretariato come prestazione occasionale senza l'apertura di partita IVA.
Quanto devo chiedere per avere un netto di 25-30?/ora?
Come devo fare la ricevuta?
Posso farlo con ritenuta d'acconto?
La persona per cui ho fatto un servizio e per cui in futuro ne farò altri, mi ha chiesto la ricevuta per scaricarla dal 730, mi passate un facsimile?
Io poi che dichiarazione devo fare nella mia dichiarazione dei redditi?
Oltre quali cifre ho l'obbligo di dichiarare questi servizi di interpretariato?
Oltre quale cifra mi conviene di più aprire partita iva?
Grazie a tutti per le info.




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alex06 Uomo
Osservatore


Con noi da: 01-09-2006
Posts: 8
Da:

 Inviato il: 27-10-2006 10:10   
Ragazzi, se date un'occhiata ai post precedenti troverete un po' di risposte e anche dei file allegati, in particolare un esempio di ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d'acconto, che dovrebbe dichiarare e pagare (o scaricare) la persona a cui prestate il servizio (esiste una variante con pagamento in buoni pasto/acquisti acquistabili dal datore di lavoro presso alcuni tabaccai con ritenuta prepagata). Comunque, senza partita iva si può fare poco in maniera legale e pulita (se poi volete lavorare in nero, ve ne assumete i rischi chiaramente): la prestazione occasionale prevede un numero limitato di ricevute emettibili annualmente e un limite di introiti cumulativi pari a 5000 euro annui (nei post precedenti si chiarisce meglio la cifra, il modo di calcolare l'importo da richiedere per ottenere un certo valore netto - per 30 euro dovrebbe essere circa 37,5 ? - e se bisogna sommare solo l'importo netto o il totale - mi pare sia la seconda, non ricordo con precisione). Mi pare che il reddito da prestazione occasionale non faccia cumulo con altre forme di reddito (nel senso che se ho una partita iva per una certa attività e svolgo privatamente un servizio occasionale diverso dall'oggetto della partita iva, nei limiti dei 5000? dovrei poter emettere ricevuta per prestazione occasionale, ma non ricordo, dovrei rileggere anch'io il thread ) e non mi pare sia necessario dichiarare niente: la ritenuta d'acconto dovrebbe ricoprire in maniera forfettaria tutte le tasse, ma sempre con il limite sui compensi complessivi e sulle ricevute possibili; non sono a conoscenza di variazioni al riguardo, comunque se possibile è sempre meglio rivolgersi ad un commercialista (il vostro di fiducia, quello di parenti o amici, per un consiglio), oppure, se preferite, chiedere delucidazioni allo sportello più vicino dell'agenzia delle entrate.



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sbarzulina Donna
Membro Senior


Con noi da: 07-07-2004
Posts: 527
Da: Atlantide - Sardegna!!!!

 Inviato il: 10-11-2006 03:52   
io mi sono un po' persa..... posso fare delle domande magari banali giusto x capire meglio?
io sono assunta da una wb agency, ma il mio capo mi ha detto che se mi capita qualche lavoretto extra che lo posso fare tranquillamente.
Ora mi sta davvero capitando l'occasione di fare qualche sito extra....ovviamente io non ho la partita Iva...quindi cosa posso fare x essere in regola?
grazie!

-----------------
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dyablo Uomo
Sciamano


Con noi da: 07-10-2001
Posts: 7693
Da: Codeland

 Inviato il: 10-11-2006 11:43   
Citazione:
Il 10-11-2006 09:52, sbarzulina ha scritto:
Ora mi sta davvero capitando l'occasione di fare qualche sito extra....ovviamente io non ho la partita Iva...quindi cosa posso fare x essere in regola?
grazie!


ricevuta con ritenuta d'acconto.

Bye!


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alex06 Uomo
Osservatore


Con noi da: 01-09-2006
Posts: 8
Da:

 Inviato il: 12-11-2006 18:30   
Citazione:
Il 10-11-2006 09:52, sbarzulina ha scritto:
io mi sono un po' persa..... posso fare delle domande magari banali giusto x capire meglio?
io sono assunta da una wb agency, ma il mio capo mi ha detto che se mi capita qualche lavoretto extra che lo posso fare tranquillamente.
Ora mi sta davvero capitando l'occasione di fare qualche sito extra....ovviamente io non ho la partita Iva...quindi cosa posso fare x essere in regola?
grazie!




Ciao! Per avere la certezza assoluta ti consiglierei di rivolgerti a un commercialista se ti è possibile, soprattutto se c'è qualcuno che cura già la tua dichiarazione dei redditi, comunque non dovrebbero esserci problemi. Praticamente si può utilizzare la formula della notula con ritenuta d'acconto anche se si ha la partita IVA, purchè si tratti di una prestazione occasionale (o più) e che l'oggetto della prestazione non sia lo stesso della partita iva, ovvero, per fare un esempio, se faccio il consulente informatico e occasionalmente voglio fare anche il giardiniere con la ritenuta d'acconto sono a posto (lo so, l'esempio è un po' al limite, ma non importa, è solo un esempio ). Nel tuo caso, svolgeresti la stessa attività, però tu sei una lavoratrice dipendente, quindi il problema non dovrebbe sussistere (di fatto la tua sarebbe una prestazione del tutto al di fuori del tuo ambito lavorativo).

Comunque ricorda che c'è il limite di 5000 ? lordi e complessivi (cioè al massimo in un anno puoi "fatturare" 5000 ? di cui ti entreranno in tasca 4000? - devi togliere il 20% dal lordo, non è come l'iva che si aggiunge al netto - e il limite è lo stesso, sia che tu abbia un solo cliente, sia che tu ne abbia 100 - in questo caso tu dovresti "fatturare" in media 50? a cliente, per intenderci) e c'è anche un limite sulle fatture - o meglio, "notule di lavoro per prestazione occasionale" - che puoi emettere in un anno, ma non so quale sia, comunque basso, e probabilmente abbastanza discrezionale per l'autorità di controllo (di fatto se la finanza ti fa un accertamento valuterà, in base al numero di notule, se "crederti" o ipotizzare che tu stia evadendo/eludendo le tasse, intascando in nero la parte che non dichiari, eccedente i 5000?).

Forse, però, nel tuo caso dovrebbe essere possibile, visto che non hai partita iva e come attività principale sei una dipendente, sfruttare il discorso che si faceva nelle pagine precedenti per i diritti d'autore sul software (un sito web è a tutti gli effetti un software), quindi pagare il 20% di tasse (comunque va dichiarato il reddito e l'aliquota effettiva verrà valutata dopo, almeno così si diceva) sul 75% del totale (il 25 % viene considerato come un forfeit sulle spese). Vado maturando la convinzione che valga anche per chi ha la partita iva, almeno per la parte relativa all'uso del software (se proprio si vuole "esagerare" - si fa per dire - con l'onestà si può sempre considerare una parte dell'introito come consulenza - ad esempio l'installazione, l'analisi dei requisiti, la manutenzione occasionale del sito - e sottoporla alla tassazione ordinaria, compresa l'iva), oltretutto la cessione dei diritti d'autore (o la concessione di licenza d'uso/sfruttamento) rientra tra i servizi non soggetti ad iva, almeno finchè non hanno finalità pubblicitarie (quindi il semplice sito pubblicato per rendersi noti sulla rete, ovvero farsi pubblicità, se non ha altre funzioni, potrebbe non rientrare nella casistica, purtroppo).

In bocca al lupo!



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sbarzulina Donna
Membro Senior


Con noi da: 07-07-2004
Posts: 527
Da: Atlantide - Sardegna!!!!

 Inviato il: 22-11-2006 06:59   
quindi praticamente se io ho un cliente che si chiama dittaPaperino, ci mettiamo d'accordo sul servizio e sul prezzo, gli devo poi presentare questa ricevuta d'acconto
Citazione:

data
mio nome e cognome
mio codice fiscale

Spett.le
dittaPaperino snc
Via Vai, 69
25100 Genova

P.Iva 012345678901


Quietanza:
Il sottoscritto ____________sara________ dichara di aver ricevuto in data odierna dalla ditta
________paperino_________ le somme sotto indicate a fronte delle prestazioni rientranti
in rapporto di prestazione di lavoro autonomo occasionale (*):




Spettanze per interventi di creazione sito web 1.000,00

Totale imponibile 1.000,00

Ritenuta d'acconto 20% 250,00

Totale a Vostro debito 1.250,00


stampo questo doc, ci appiccico una marca da bollo da_____ ?, lo firmo (solo io?) e lo porto alla dittaPaperino che come si comporterà?
e io per essere in regola cosa devo fare? una copia di questo doc e portarlo al mio commercialista?
aiuto che mal di testa.....

-----------------
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daduzzo Uomo
Membro Super


Con noi da: 09-02-2005
Posts: 1247
Da: Foligno

 Inviato il: 22-11-2006 07:24   
Citazione:
Il 22-11-2006 06:59, sbarzulina ha scritto:
quindi praticamente se io ho un cliente che si chiama dittaPaperino, ci mettiamo d'accordo sul servizio e sul prezzo, gli devo poi presentare questa ricevuta d'acconto
Citazione:

data
mio nome e cognome
mio codice fiscale

Spett.le
dittaPaperino snc
Via Vai, 69
25100 Genova

P.Iva 012345678901


Quietanza:
Il sottoscritto ____________sara________ dichara di aver ricevuto in data odierna dalla ditta
________paperino_________ le somme sotto indicate a fronte delle prestazioni rientranti
in rapporto di prestazione di lavoro autonomo occasionale (*):




Spettanze per interventi di creazione sito web 1.000,00

Totale imponibile 1.000,00

Ritenuta d'acconto 20% 250,00

Totale a Vostro debito 1.250,00


stampo questo doc, ci appiccico una marca da bollo da_____ ?, lo firmo (solo io?) e lo porto alla dittaPaperino che come si comporterà?
e io per essere in regola cosa devo fare? una copia di questo doc e portarlo al mio commercialista?
aiuto che mal di testa.....



Sbarz,
c'è un errore...
la ritenuta d'acconto viene sottratta dal compenso, proprio perchè poi la paga il cliente con un altro modulo.

Quindi sarebbe:
1000 euro
- rit. d'acconto del 20% (200 euro)
= 800 euro.

Ma quel 250 da dove lo hai tirato fuori??



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sbarzulina Donna
Membro Senior


Con noi da: 07-07-2004
Posts: 527
Da: Atlantide - Sardegna!!!!

 Inviato il: 22-11-2006 07:31   
mmm...non lo so era un esempio contenuto nel famoso e utilissimo oscon .zip fornito da Lucas.

cmq se è sbagliato, poniamo che io per il mio lavoro voglia 400 euro come devo compilare le voci?

Spettanze per interventi di creazione sito web: ?
Totale imponibile: ?
Ritenuta d'acconto 20% :?
Totale a Vostro debito :?


il resto della procedura è esatto?

aiuto in un forum mi è stato detto:
Citazione:
NB in linea di principio potresti fare collab. occasionali affiancandole a lavoro dipendente MA ATTENZIONE a non svolgere una attività che violi l'obbligo di fedeltà (codice civile) ed il divieto di concorrenza (contratto anche collettivo di lavoro) al tuo attuale datore di lavoro...... licenziamento possibile.



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[ Questo messaggio è stato modificato da: sbarzulina - 21-11-2006 22:04 ]



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alex06 Uomo
Osservatore


Con noi da: 01-09-2006
Posts: 8
Da:

 Inviato il: 22-11-2006 21:06   
x sbarzulina

Dunque, prima di fare qualsiasi cosa ti consiglierei, se hai già un commercialista, di rivolgerti a lui per chiarirti le idee in maniera definitiva.

Quello che ti posso dire io è che le cifre della notula sono corrette, casomai ho qualche dubbio su alcune diciture, e proprio per questo dovresti informarti con qualcuno che in queste cose ci "sguazza" dalla mattina alla sera! Rispondo a questo punto anche a daduzzo: quella notula d'esempio è stata pensata partendo dal presupposto di intascare 1000 euro, quindi la cifra che il datore di lavoro occasionale dovrà sborsare sarà pari a 1250 euro, in modo tale che, tolto il 20% da 1250 (250 appunto) rimangano 1000 euro .

La cosa che fa confondere è che, a differenza dell'iva, non si aggiunge il 20% alla cifra da incassare, ma si deve togliere il 20% dalla cifra finale, quindi se si conosce già la cifra finale basta togliere il 20% ed è fatta, ma la cosa più importante è sapere quanto bisogna chiedere se voglio incassare x, cioè stabilisco il mio compenso netto e calcolo quanto devo chiedere al committente (la differenza è la tassa da pagare), quindi devo considerare che la mia x non è altro che l'80% della cifra finale, quindi se voglio incassare 400 euro devo chiedere 400x100/80 = 500 euro, cioè, in fin dei conti, devo aggiungere il 25% al mio compenso netto.

Il mio dubbio è sulle diciture: "totale a vostro debito" e "ritenuta d'acconto" sono corrette, anche se invertirei l'ordine (il complessivo da pagare all'inizio, poi la ritenuta, e alla fine quello che incassi), non sono sicuro sulla dicitura "totale imponibile" (imponibile ai fini di che? iva non ce n'è e la tassa è già stata pagata - meglio, la pagherà il committente per conto tuo), preferirei qualcosa del tipo "totale spettante" o "totale ricevuto al netto della trattenuta", ma è possibile che quella sia l'unica dicitura valida, anche per questo continuo a dire che è meglio chiedere a un commercialista (o magari un amico ragioniere, anche non ancora diplomato, o un amico studente in economia, si informano, imparano qualcosa se non lo sanno già e ti fanno un favore, il sorriso di una bella ragazza in genere lo vale in pieno).

Sono abbastanza sicuro, e lo farei notare a tutti che è sbagliato dichiarare di aver ricevuto le somme sotto riportate a fronte ecc., poichè tu non ricevi assolutamente tutte quelle somme, ma SOLO la cifra indicata come "totale imponibile", il resto (il 20% del totale) è una tassa che dovrà versare, credo in sede di dichiarazione dei redditi, il committente per conto tuo (e suo, essendo un suo preciso obbligo); se non lo fa, cavoli suoi, tu stai tranquilla, avendo la ricevuta (forse basta una fotocopia, mi pare che da qualche anno anche quelle non autenticate siano valide come documento, però se sei furba fare due copie, entrambe firmate da te e dal committente, non ti costa nulla ;) ).

Per quanto riguarda le tasse, se non sbaglio per la prestazione occasionale dovrebbe essere tutto già compreso nella ritenuta d'acconto, rimanendo ovviamente nei limiti dei 5000 euro lordi complessivi (oltre non è più prestazione occasionale), però non sono sicuro che valga anche quando si abbia una ulteriore fonte di reddito lavorativo (altro buon motivo per spendere il sorriso di cui ti dicevo prima).

Veniamo alle note dolenti: il codice civile... Scusa, ma non dicevi che per il tuo capo non era un problema se facevi qualche lavoretto extra? Se è così sei a cavallo, a meno che il tuo capo non sia un b@st@rd@ con la b maiuscola e vuole vedere se lo fai veramente per poi licenziarti (ma potrebbe anche avere le sue ragioni e non essere poi tanto bas... ad esempio se gli è capitato di perdere dei clienti e sospetta di qualche dipendente, magari però è sincero e non gliene frega niente se fai qualche piccolo sito, roba di poche pagine, per qualcuno che comunque non si rivolgerebbe mai ad una web agency professionale e co$to$a per un lavoro di poco conto, comunque certe cose sarebbe meglio averle per iscritto sul contratto).

Se invece lo dicevi tanto per dire e in realtà vorresti fare un po' la furbetta... be', nella vita si può fare quello che si vuole e tutto va bene finchè non ti beccano e ne paghi le conseguenze con gli interessi, quindi finchè non ti scoprono dovrai solo fare i conti con la tua coscienza sapendo che quello che fai comunque non è corretto, dato che in teoria dovresti proporre il cliente alla tua web agency (e chiedere una provvigione, un qualche premio, un compenso insomma per aver procurato un cliente), ma siamo comunque tutti bravissimi a metterci la coscienza a posto (sono sottopagato, non mi trattano bene, mi hanno promesso dei soldi extra che non ho mai visto, tanto quel cliente non aveva un badget tale da potersi permettere la web agency ecc. ecc. ); se e quando ti beccano chiaramente il licenziamento è il minimo indispensabile (se rubi dei clienti ti chiederanno anche dei soldini come risarcimento, sempre che la cosa non abbia anche una qualche rilevanza penale...).

Personalmente sono dell'idea che se si sceglie nella vita di fare i furbi (scelta generalmente discutibile ma in alcune circostanze, forse, comprensibile - si badi che non dico giustificabile, ma comprensibile) bisogni comunque sapere bene quello che si sta facendo e prepararsi ad accettarne le conseguenze, qualunque esse siano: se rompo qualcosa so che poi dovrò pagare, è inutile lamentarsi tanto quanto lo è piangere sul latte versato.

Per concludere, mi scuso (con tutti) per la lunghezza del post (a volte esagero, ma in altri contesti ho scritto tanto, ma tanto, ma tanto di più) e soprattutto mi scuso (con Sara) se il mio tono nell'ultima parte può apparire duro, critico o addirittura accusatorio: giuro che non è mia intenzione, voglio solo parlarti con la massima franchezza possibile.

Ciao baby.



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daduzzo Uomo
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Da: Foligno

 Inviato il: 23-11-2006 03:35   
Citazione:
Il 22-11-2006 21:06, alex06 ha scritto:
Rispondo a questo punto anche a daduzzo: quella notula d'esempio è stata pensata partendo dal presupposto di intascare 1000 euro, quindi la cifra che il datore di lavoro occasionale dovrà sborsare sarà pari a 1250 euro, in modo tale che, tolto il 20% da 1250 (250 appunto) rimangano 1000 euro.


OK, non avevo afferrato che 1250 fosse la cifra che si voleva ottenere...

Ad ogni modo, non è neanche un ragionamento corretto: la ritenuta d'acconto è una componente delle tasse che dovrà versare sbarzulina a fine anno. In quest'ottica è sbagliato partire dal compenso che si vuole guadagnare come introito... sarebbe come se io dicessi ad un mio cliente: questo lavoro ti costa 1000, ma poichè alla fine, tolte le tasse ci guadagnerò meno (circa il 47%) allora te lo metto diciamo 1500, così +/- ci guadagno quello che volevo... è un discorso sbagliato, poichè ripeto, la ritenuta d'acconto non è una sottrazione del compenso, è solo un anticipazione delle tasse che ci si pagheranno su.

Citazione:

...ma SOLO la cifra indicata come "totale imponibile", il resto (il 20% del totale) è una tassa che dovrà versare, credo in sede di dichiarazione dei redditi, il committente per conto tuo (e suo, essendo un suo preciso obbligo);


Beh, non è proprio così: la ritenuta d'acconto deve essere versata entro 30 giorni dal pagamento della fattura. A fine anno deve essere richiesta la prova di pagamento di questa da parte del cliente... se non la fornisce è necessario segnalarlo in fase di dichiarazione dei redditi, e a questo punto il cliente ci va di mezzo...



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sbarzulina Donna
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Con noi da: 07-07-2004
Posts: 527
Da: Atlantide - Sardegna!!!!

 Inviato il: 23-11-2006 10:16   
grazie per le risposte ragazzi, ho deciso che appena posso contatto un commercialista e mi faccio spiegare bene bene tutte le cose passo x passo, poi magari vi riporto il tutto visto che è una cosa che interessa parecchie persone.
xAlex, tranquillo non me la prendo proprio perchè il discorso non mi riguarda, non faccio la furba e non faccio concorrenza al mio capo, non potrei, anche perchè lui e la direzione commerciale sono emigrati nel "continente" essendoci molto piu' lavoro e piu' gente disposta meglio nei confronti del web marketing.....
ciau

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alex06 Uomo
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Con noi da: 01-09-2006
Posts: 8
Da:

 Inviato il: 23-11-2006 22:34   
x daduzzo

Francamente non capisco perchè ne fai una questione etica, in fondo è solo una pratica di pianificazione economica. Il problema, per come la vedo io, non è tanto pensare che al cliente il lavoro costerebbe x, ma siccome su questa x devo pagare y di tasse, allora glielo faccio pagare x+y, quanto pensare che a me il lavoro costa n e se lo faccio pagare x intascherò x-n, somma con cui dovrò "sbarcare il lunario"; ora, se da y = x - n io devo anche sottrarre una percentuale di y che va in tasse, chiaramente il mio guadagno si assottiglia, e se si assottiglia troppo non potrò sicuramente vivere con il lavoro che faccio: a questo punto mi resterebbero due alternative, cambiare mestiere, sperando di guadagnare meglio, oppure aumentare il prezzo dei beni che vendo o dei servizi che fornisco, sempre che in questo modo non finisca fuori mercato e sia costretto a ripiegare verso l'altra soluzione (del resto è innegabile che il livello delle tasse in un Paese incida più o meno positivamente o negativamente nella competitività internazionale dei suoi settori produttivi).

Insomma, si tratta della scelta del prezzo finale considerando tutte le spese in essere: vero è che le tasse non sono propriamente delle spese inerenti a una attività lavorativa, nel senso che hanno finalità diverse dalla messa in opera del prodotto (bene o servizio), e a fronte delle tasse che pago otterrò dei servizi dallo Stato, ma è altrettanto vero che nessuno di questi servizi comprende la mia "attitudine" a mangiare, vestirmi, dormire sotto un tetto e perchè no? togliermi qualche sfizio se posso permettermelo, quindi, personalmente, non trovo nulla di scorretto nel tener conto delle tasse nel decidere il prezzo di vendita di qualcosa, è questione semplicemente di farsi bene i conti in tasca. D'altra parte lo stesso Stato considera le tasse come una specie di "spesa", un lordo sui redditi (ho appunto il reddito lordo, l'irpef e il netto dopo la tassazione, ed è con questo che si deve vivere).

Poi non capisco il discorso che "il lavoro al cliente costa x" come se x fosse il suo valore intrinseco e chiedere di più per guadagnare di più, tenendo conto anche delle tasse, debba considerarsi immorale. Qualsiasi prodotto, bene o servizio, non ha un valore intrinseco rispecchiato nel prezzo di acquisto, ha semplicemente un prezzo che è la somma dei costi di produzione e del guadagno che se ne vuole ottenere, nell'ottica della massimizzazione dei profitti e considerando le condizioni di mercato (in realtà aggiungerei anche la necessità di non trattare il cliente, e non farlo sentire, come un pollo da spennare, secondo me può diventare controproducente proprio ai fini della massimizzazione dei profitti, ma è un discorso collaterale e non altera il resto di quello che ho detto). Insomma, l'interesse di chi vende è farsi pagare il più possibile, quello di chi compra è spendere il meno possibile, e in entrambi casi non si chiama nè onestà nè disonestà, o correttezza, ma solo libero mercato. Naturalmente si può non essere d'accordo con la teoria economica del liberismo in sè, ma questo è un altro discorso, e preferirei evitare di sconfinare nel campo delle ideologie economiche e/o politiche, e comunque in questo caso parlerei di un diverso approccio e di diverse opinioni/ideologie, piuttosto che di correttezza.


Citazione:
Beh, non è proprio così: la ritenuta d'acconto deve essere versata entro 30 giorni dal pagamento della fattura. A fine anno deve essere richiesta la prova di pagamento di questa da parte del cliente... se non la fornisce è necessario segnalarlo in fase di dichiarazione dei redditi, e a questo punto il cliente ci va di mezzo...


Beh, l'avevo detto che non ero sicuro su tutto, ed è per questo che continuerò a ripetere in ogni mio post "guardate che io so così e cosà, ma per essere certi è meglio chiedere a un esperto, tanto prima di muoversi sul serio, dopo essersi fatti un'idea, conviene farlo comunque per sistemare tutti i dettagli" .

Comunque vorrei capire meglio: la procedura che dici vale solo nel caso delle prestazioni occasionali (che per quanto ne so vengono tassate con la ritenuta d'acconto e basta) o per qualsiasi attività lavorativa? Nel secondo caso, ecco qualcosa che mi sembra veramente scorretto: il contribuente non è nè un agente di polizia, nè un carabiniere, nè un agente della guardia di finanza, e non mi sembra giusto che lo si debba costringere a "lavorare per il fisco (gratis - e non lo sottolineo per una questione di venalità, ma dal punto di vista delle responsabilità in gioco in un... anomalo rapporto di servizio)". Io dichiaro di aver emesso n fatture con la formula della ritenuta d'acconto, che ho avuto tot spese e che il totale imponibile è x, punto, dev'essere il fisco poi a controllare se le ritenute, comunque da me dichiarate, sono state effettivamente versate dai miei clienti, non posso essere io ad accertare e denunciare una possibile evasione fiscale per semplificare la vita al fisco... E se commetto un errore, una distrazione, una dimenticanza, una omissione, se sbaglio gli estremi della segnalazione e induco un accertamento verso un contribuente in regola che può dimostrare di avermi dato prova del pagamento della tassa (ad esempio, a mezzo fax, fax che io potrei anche aver perso) sono reo di qualcosa? Sono complice dell'evasore? ho diffamato un cittadino onesto? ho reso falsa dichiarazione in un atto pubblico? A mio modo di vedere, si tratta di una responsabilità troppo grande da appioppare al contribuente, quando ci sono degli organi preposti con tanto di personale pagato per fare questo lavoro e obbligato per contratto ad assumersi la responsabilità di eventuali errori...



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x sbarzulina

Capito, ma lavori a distanza? Immagino che ti smistino parte del lavoro da fare dopo aver concordato i dettagli con il cliente in sede, in questo caso sarebbero comprensibilmente poco interessati a qualche "piccolo" cliente che riuscissi a trovare nella tua sede, non potendolo gestire direttamente e non avendo tu titolo per farlo in seno all'azienda, quindi ti lasciano carta bianca per i lavoretti extra. Un bacione e in bocca al lupo!



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